IL FRANCHISING E L’INNOVAZIONE

In un mercato confuso e ipercompetitivo non basta avviare tiepidi progetti distributivi. Ogni anno nascono, solo in Italia, più di 150 nuove iniziative franchising, ma di questo solo il 10/15% sopravvivono dopo due anni di vita.
In questo scenario concorrenziale occorre differenziarsi: sottolineare anche attraverso le scelte distributive le competenze distintive che l’azienda può proporre al suo mercato, trade compreso.
Accanto a molti progetti poco significati, incerti, che non hanno nulla di nuovo, alcuni si segnalano invece per il coraggio delle loro innovazioni. Chi è capace di osare diventa un caso aziendale di successo: così è stato per Feltrinelli, portatrice di nuovo format di vendita e consumo di prodotti culturali, libri, musica, eventi, così come Fnac, oppure Zara o Diesel nell’abbigliamento, Esselunga nella grande distribuzione. I casi eclatanti non sono molti ma fanno scuola e aprono nuovi modi di concepire la relazione azienda / mercato.
Ci pare che questi debbano essere dei riferimenti importanti per tutte le aziende. Non si tratta di copiare pedissequamente ciò che gli innovatori e i pionieri hanno fatto, ma trarre dalle loro esperienze spunti che possono poi essere utilizzati per sviluppare le strategie della propria azienda.
L’utilizzo della leva marketing dell’innovazione del canale è uno degli strumenti utilizzato con un forte concetto di innovazione da diverse aziende in franchising anche in Italia.
Divani & Divani all’inizio degli anni ‘90 è stato uno dei primi esempi di grande innovazione retail.
La forza rimane del leader: non tanto nel leader dimensionale, ma nel leader di idee. Nell’azienda che sa vedere avanti, avere il coraggio di cambiare aprendo nuove strade e nuovi modi di fare mercato.
Un altro esempio di innovazione di canale che ha creato un nuovo modello di business è stata, nella seconda metà degli anni ‘90, Margaritelli. Un’azienda poco nota, specializzata in un parquet ad alta tecnologia a due strati. Nel 1996 la sua tecnologia era fortemente innovativa e talvolta difficilmente capita dal trade tradizionale. Nel settore parquet il canale di vendita era rappresentato in Italia sostanzialmente da posatori: artigiani che a fianco della posa proponevano anche la vendita del prodotto. Un trade anomalo, poco vicino alle logiche commerciali, spesso impostato secondo criteri familiari, di consuetudine, scarsamente propenso all’innovazione.
Anche qui la scelta di Margaritelli fu di creare un proprio canale diretto, sul quale poter veicolare in modo uniforme e chiaro le forti, specifiche e innovative valenze di prodotto. Venne creato un sistema di „Alleanza Commerciale“ simile, nelle sue logiche fondamentali al franchising. Oggi l’azienda ha triplicato il proprio fatturato. Il modello distributivo dell’Alleanza pesa per oltre l’80% sul totale della distribuzione: se l’azienda si fosse affidata solamente alla distribuzione tradizionale probabilmente non avrebbe potuto ottenere i risultati che invece è stata in gradi di raggiungere.
Innovare non è facile. Ma molte aziende hanno dentro di sé valenze, spunti, idee dei quali occorre prendersi cura. E prendersi cura significa avere il coraggio di metterli a punto, svilupparli, e renderli gli assi importati delle strategie aziendali. I macro trend di retail sono chiari: chi non è capace di proporre elementi nuovi, inaspettati e funzionali, soccombe. Chi ha il coraggio di innovare, vince.

Olio extravergine di oliva

La scoperta dell’oleocantale avvenne per caso nel corso di un meeting di gastronomia molecolare in Sicilia. Qui Beauchamp gustando i piatti conditi con olio extravergine di oliva riconobbe in quel sapore pungente la stessa sensazione provata nell’assaggiare l’ibuprofene.

Falanghina

Via i vecchi stereotipi di un vino blando, verdolino, erbaceo ed acido, molti forse non lo sanno (ovvero sono erroneamente indotti a sapere) ma le componenti organolettiche, soprattutto odorose, “tipiche” della Falanghina, dal Garigliano a Sapri, fatte le dovute eccezioni per aree viticole sono tutt’altre e di tutt’altra prospettiva.

Aglianico
La zona di produzione dell’Aglianico del Taburno, è in provincia di Benevento, in terreni collinari elevati, esposti a condizioni climatiche invernali particolarmente rigide, in cui il vitigno Aglianico riesce ad adattarsi in maniera ottimale, fruttificando anche ad altitudini di 500-600 metri sopra il livello del mare.